Spiegone

Il tennis professionistico è uno sport per vecchi

L’Australian Open si è appena concluso, e Roger Federer alla veneranda età di 38 anni ha giocato l’ennesima semifinale per una bellezza di 15 ore durante tutto il torneo. Io dopo venti minuti di alta intensità di gioco ho bisogno della respirazione artificiale.
Federer (aka: GOAT ovvero Greatest of All Times) è uno dei tanti vecchietti e vecchiette del tennis professionistico, tra questi ci sono ormai: Nadal, Djokovic, il nostro Seppi, le sorelle Williams e molti altri che comunque hanno superato abbondantemente i 30 anni.

E già, proprio vecchietti! Perché fino a qualche anno fa se un giocatore aveva 30 ann eri considerato “vecchio” e prossimo al ritiro, e se a 25 anni ancora non avevi vinto nessuno Slam era improbabile vincerne uno dopo quest’età (non si capisce in base a cosa, ma nel giornalismo sportivo e tra i fan girava questa affermazione). Ma è ancora così?

 

Ritiro dei campioni a parte, com’è oggi la distribuzione di età nella top 100?
Top 100 maschile e femminile (rispettivamente ATP e WTA) ci sono:

  • 35 giocatori con meno di 25 anni(ATP), e rispettivamente nella WTA 36 giocatrici.
  • 20 giocatori tra i 25 e i 28 anni (ATP), e rispettivamente nella WTA 32 giocatrici.
  • 13 giocatori tra 28 e i 30 anni (ATP), e rispettivamente nella WTA 16 giocatrici.
  • 31 giocatori con più di 30 anni (ATP), e rispettivamente nella WTA 16 giocatrici.

P.S. qua il gioco delle percentuali è facile dai. Va bhe, esempio: 35 giocatori su 100, sono il 35% del totale.

Qui il foglio con i dati.

 

 

Evoluzione della Top 10 – 1990 ad oggi

Ma vediamo come si è evoluta negli ultimi trent’anni l’età della cream della cream del panorama tennistico, ovvero l’Olimpo: la Top 10.
Il tennis femminile è sempre stato più “giovane” rispetto a quello maschile, in particolare negli anni 90 che vedeva nei migliori 10 ben due teenager Monica Seles (16 anni) e Jennifer Capriati (13 anni!), con una media di età di 20,5 anni  – uno scenario mai più rivisto. Infatti, nel giro di tre decadi, la media è salita di 5 anni per gli uomini e 6 per le donne, oggi si attesta rispettivamente a 28,2  per i maschietti e a 26,1 per le ragazze.

La motivazione? In generale si è allungata la vita media del tennista, grazie a una migliore programmazione della stagione (da ricordare che dura più di 11 mesi, non c’è uno sport con una stagione più lunga), e a una preparazione atletica così maniacale da far sopravvivere e far correre come dei ventenni i mostri sacri come Federer o le sorelle Williams, ormai prossimi ai quaranta.

 

ATP (circuito maschile)

Guardiamo alla distribuzione dei giocatori per età e punti vinti ad oggi, classifica inizio 2020.

 

 

Ciò che impressiona è che i tennisti con sopra i 30 anni si mangiano un fetta di punti enorme in termini assoluti (circa 60.000 su 151.000), ma in termini relativi un po’ meno, essendo i giocatori il 31% del complessivo, e guadagnando il 40% dei punti del circuito, lasciando poco e niente a quelli tra i 25 e i 30. Tuttavia, la speranza delle giovani promesse – mannaggia a Thiem che poteva essere il primo della Next Gen (si intendono le giovani promesse) a vincere uno slam questa domenica – non sono tutte mal riposte, visto che circa il 33,8% dei punti sono spartiti tra i giocatori con meno di 25 anni (quasi l’1% a ciascuno ).

C’è poco da fare, l’Olimpo del tennis maschile è ancora in mano ai vecchietti! Se poi guardiamo al numero degli Slam (ciò che realmente conta), i vecchietti bullizzano quelli della Next Gen, dato che questi ultimi non ne hanno mai vinto uno!

 

 

 

WTA (circuito femminile)

Storia diversa per il tennis femminile, il ricambio c’è e si vede anche dalla classifica.

 

Nel professionismo femminile le giovani promesse spadroneggiano, il circuito è molto competitivo e anche un’outsider può arrivare a vincere uno Slam (vedasi Kenin agli Australian Open appena finiti, o Andreescu agli US Open 2019).

Nel circuito femminile le vecchie guardie sono ormai in via di estinzione e vengono poco a poco sostituite da giovani promesse, Serena Williams non riesce a vincere uno Slam da ormai due anni, e con l’atleticità delle nuove leve le sue possibilità si riducono sempre di più. Il numero di over-30 è la metà rispetto al circuito maschile. Anche la distribuzione dei punti la dice lunga, le giocatrici con meno di 25 anni (costituiscono il 36%, una in più rispetto al circuito maschile), ma si spartiscono il 46,8% dei punti. Un contesto decisamente diverso da quello maschile.

 

 

 

Conclusioni

L’età media dei giocatori di tennis maschile e femminile si è inevitabilmente alzata nel giro di trent’anni, grazie a una migliorata preparazione atletica e a una serie di espedienti psico-motori (oh si, questo sport è prima di tutto un gioco di tenuta mentale) che consentono a giocatori con un età, un tempo considerata da ritiro, di rimanere competitivi a lungo.

Tuttavia la distribuzione dei punti dell’annata 2020 rispetto all’età, mostra due scenari molto diversi tra il circuito maschile e femminile. Gli uomini alle età avanzate riescono a difendersi molto bene dall’assedio delle nuove generazioni, ma è vero anche che davanti a giocatori come Djokovic, Nadal, Federer e Murray, non c’è molto spazio per gli altri. Mentre per il tennis femminile, la competezione è assai più aperta, e quelle poche ragazze sopra ai trent’anni faticano a mantenere i livelli di una volta contro le nuove leve che avanzano.

Comunque, io dico che Federer continuerà a giocare fino ai 40, impallinando ancora per un po’ le Next Gen!

 

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