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Ancora “Too big to fail”?

Le banche sono sempre meno, e ce ne faremo una ragione! Questa sarebbe la migliore risposta al tema della giornata che riguarda UBI banca e Intesa San Paolo, quest’ultima in soldoni ha fatto un’offerta per comprarsi la prima.

Una volta io ero con Banco San Geminiano e San Prospero (e forse qualche altro santo), poi Banco di Verona, e poi ancora Banco Popolare di Milano. No, non ho tutti questi conti anche perché le prime due si sono fuse nella seconda. E così mi sono chiesto, tra banche che spariscono e si fondono, riducendo personale e sportelli (la prima mi dispiace, la seconda no), come si è evoluto il panorama bancario in Italia?

E facciamolo con un bel confronto con i nostri amici francesi e tedeschi, se no non si capisce nulla senza riferimenti.
Risultato, il numero di banche (Istituti di credito) diminuiscono: vuoi per i troppi sportelli e sedi, vuoi per la concorrenza che viene dal fintech (Revolut, N26) e per i tassi di interessi tanto bassi da non permettere grossi guadagni; ma lascio spiegazione più tecniche ad altri.

Grazie BCE.

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